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La sostanza
Il tè è una bevanda stimolante preparata per
infusione o decotto delle foglie dell’albero del tè;
il genere Thea comprende un centinaio di specie due
delle quali contengono della caffeina e sono
coltivate su grande scala: Thea sinensis (tè cinese)
e Thea assamica (tè d’Assam, coltivato in India e
Sri Lanka).
Le foglie di tè contengono più di 300 componenti
conosciute, tra le quali anche gli stessi alcaloidi
stimolanti presenti nei chicchi del caffé: caffeina
(chiamata teina), teofillina e teobromina; la loro
concentrazione è più importante nelle foglie più
giovani. Le foglie del tè contengono anche dei
tannini (tanto più queste sono mature), dei minerali
e degli oligoelementi, di cui tre abbastanza rari
nel mondo vegetale: il fluoro, il rame e il
manganese (unicamente il chiodo di garofano e lo
zenzero contengono una concentrazione paragonabile a
quella del tè). Inoltre, minore è la fermentazione,
maggiore è la concentrazione di enzimi nelle foglie.
Tra questi enzimi, uno ha la proprietà di frenare la
formazione del “cattivo” colesterolo.
Gli effetti
L’effetto stimolante del tè è più prolungato e meno
massiccio di quello del caffè;
le foglie del tè contengono più caffeina che i
chicchi di caffé, ma la bevanda che si ottiene ne
presenta una concentrazione minore perché diluita
con molta più acqua.
Il tè accelera il ritmo respiratorio e aumenta la
diuresi, rinforza il ritmo cardiaco e diminuisce
l’ipertensione dovuta all’ arteriosclerosi. La
maniera in cui viene preparato influenza i suoi
effetti in particolare l’azione della teina è
minimizzata dai tannini – quindi più è lunga
l’infusione, più il tè sarà denso di tannini e
povero di teina.
Rischi ed effetti secondari
Il teismo designa un consumo prolungato e spesso
abusato del tè in ragione dei suoi effetti
stimolanti. Il teismo è una dipendenza analoga al
caffeismo, ma
d’importanza minore. |